Progetto cinematografico: lungometraggio Piciul

SCENA 1

ESTERNO – VICOLI DELLA DUCHESCA – POMERIGGIO

HORIA, detto PICIUL, dieci anni, capelli biondi e occhi azzurri corre fra bancarelle, alimentari pakistani e negozi cinesi. Davanti a lui DAMIN, dodici anni, il volto ossuto e pieno di cicatrici.

Damin:

Te muovi, muccus’?

I due ragazzi continuano a correre. Damin picchia serrande di negozi, calcia rifiuti, insulta negri che mangiano fuori a Donner Kebab o macellerie mussulmane.

Ansanti crollano contro un palazzo. Piciul alza lo sguardo: dal terzo piano dell’edificio si vede BLANCA seduta sul davanzale della finestra, le gambe le penzolano nel vuoto.

Damin: (spingendolo con una manata)

‘E muovete, ca tenimmo che fa…

Piciul lo spinge a sua volta. Goffo, raggiunge il palazzo di Blanca e bussa al citofono.

Alza lo sguardo alla finestra. A un tratto Blanca guizza via.

STACCO SU

SCENA 2

INTERNO – BAGNO DI BLANCA – POMERIGGIO

Blanca, nove anni, mingherlina e dai lunghi riccioli color grano, frenetica sistema dei libri su una cassapanca; contemporaneamente, al di là della porta, si ode al voce di sua nonna.

VFC NONNA LORETA:

Blanca, muoviti che Horia sta giù…

Blanca, sistemando ancora i libri, da uno di essi tira fuori una fotografia: davanti a un albero di Natale c’è lei, più piccola di due anni, stretta a sua madre KIRA e a suo padre EMIL. Kira ha fra le braccia una neonata.

Volta la foto e l’osserva, dietro c’è scritto: Crăciun (Natale) 2016, Kira, Emil, Blanca e LUZIA.

Al di là della porta si ode ancora la voce di nonna Loreta.

VFC Nonna Loreta:

Blanca…

Blanca esce di corsa dal bagno, supera nonna Loreta e schizza nel corridoio pieno di fotografie di famiglia e oggetti rumeni sui mobili. Entra nella sua cameretta: a terra sono sparsi giocattoli e vestiti, al muro sono appesi disegni e foto di famiglia.

Luzia, poco più di un anno, dorme in un piccolo lettino. Blanca si china su di lei, sorride e la bacia.

Blanca:

Luzia mia…

Infila in uno zainetto libri e delle foto e va nel tinello, dove nonna Loreta pulisce i fornelli.

Blanca:

Mangio da Horia…

Nonna Loreta: (stizzita)

Di nuovo?

Blanca non le risponde.

Nonna Loreta: (continuando a pulire).

Da finestra ho visto che c’è pure quello, Damin.

Attimo di silenzio. Blanca ha il volto chino.

Nonna Loreta:

Sai che a me no piace. E manco alla famiglia di Horia piace.

Blanca finge di non ascoltarla, fa per uscire, ma si blocca sull’uscio: osserva suo padre seduto sul divano in fondo al tinello, gli occhi fissi al televisore, simile a una statua di carne.

Stizzita, Blanca esce di casa.

STACCO SU

SCENA 3

ESTERNO – FUORI CASA DI BLANCA – POMERIGGIO

Blanca esce spedita dal palazzo e corre verso Piciul e Damin, intenti a duellare con due mazze raccolte dai rifiuti.

Damin è visibilmente in vantaggio. Ma Blanca giunta a loro, affannata e sorridente, li interrompe.

Blanca: (entusiasta)

L’avete finito?

Damin è seccato nel vederla, Piciul invece è contento. Fa per avvicinarsi a lei.

Damin: (precedendo Piciul)

Caso mai l’aggio fernuto io! Se era po’ n’ammurato tuo stavamo ancora lì.

Blanca: (spingendo Damin)

Ti ho detto che non ci devi chiamare così!

Piciul: (afferrando Blanca per la mano e tirandola a sé)

Dai, muoviamoci…

Piciul e Blanca, mano nella mano, corrono nei vicoli; Damin li segue, in un attimo li supera.

Damin:

Muovetevi muccusi…

I tre continuano a correre e a ridere, Damin urla nei vicoli, prende a pugni auto e serrande.

Raggiungono la salita che dalla Duchesca conduce al tribunale vecchio. Damin scosta delle travi da un uscio di pietra e, seguito da Piciul e Blanca, entra nell’edificio.

STACCO SU

SCENA 4

INTERNO – CASA SEGRETA – POMERIGGIO

Damin, Piciul e Blanca veloci calpestano detriti, rifiuti, carcasse di animali. Salgono una scala di pietra fino a raggiungere una stanza dalle mura spaccate.

                    Piciul: (rivolto a Blanca, sorridente).

È qui…

Scosta un lercio drappo rosso, dietro c’è un dozzinale altare di legno: su di esso una bibbia aperta, al muro è attaccata l’icona della Vergine Maria.

Blanca si avvicina lentamente all’altare, sorride. Arrivata dinnanzi a esso poggia la mano sulla bibbia, senza smettere di guardare l’icona della vergine.

Piciul: (avvicinandosi a Blanca)

Sei contenta?

Blanca si volta appena, Damin li supera, si ferma davanti all’altare ed estrae dalla tasca un coltello.

Damin:

Fernitela cu ‘ste stronzate. Muovimoce, ja!

I tre si inginocchiano. Damin si taglia un dito col coltello, poi Piciul e Blanca fanno lo stesso.

Si sfiorano le dita insanguinate.

Blanca poggia la mano sulla bibbia, Piciul posa la mano sulla sua, infine la mano di Damin accoglie quella di entrambi.

Damin:

Mo simm’ fratelli ‘e sangue. Cumpagni pe’ sempre!

Damin con il coltello incide sull’altare il proprio nome, quello di Horia e quello di Blanca.

Blanca: (sorridendo)

Miracolo! Ti sei ricordato che Horia (indicando Piciul col capo) ha un nome oltre a quello che gli hai dato.

Damin: (alzandosi e mettendo in tasca il coltello)

Piciul ce sta meglio cu chella faccia da muccuso.

Piciul: (spingendo Damin)

‘A vuo’ ferni’?

Damin lo spinge a sua volta, poi sorride.

Damin:

Mo jamme da Alì, ca’ sicuro chilli strunz’ ‘e Vali e Dorin stanno là.

I tre, ridendo e scherzando, corrono verso l’uscita della stanza.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...