Biografia

Marco Peluso, autore napoletano classe 81, ha esordito nel 2013 pubblicando con la Damster Edizioni il suo primo romanzo: Viola come un livido, premiato al Buk Festival di Modena nel 2014. Con Damster ha pubblicato altri cinque romanzi in formato digitale, altri due sono usciti con Lettere Animate e Meligrana. È stato inoltre curatore e autore di due antologie: una edita da Damster e un’altra da Les Flaneurs.

Nel 2016 ha iniziato a studiare scrittura creativa con Antonella Cilento presso la scuola Lalineascritta, dove si è confrontato con figure editoriali quali Antonio Franchini, Giulia Ichino, Alberto Rollo, Manuela La Ferla, Laura Bosio e Bruno Nacci. Nella stessa scuola ha studiato scrittura drammaturgica con Stefania Bruno, mestieri editoriali con Stefania Cantelmo e Giuseppe D’Antonio e sceneggiatura con Francesco Costa: materia studiata anche presso la Pigrecoemme prima con Massimiliano Virgilio, poi con Rosario Gallone. In forma privata ha avuto modo di confrontarsi con autori quali Omar Di Monopoli, Arnaldo Colasanti, Massimiliano Timpano e Andrea Zandomeneghi.

Due sue racconti sono stati pubblicati sul quotidiano Il Roma. Nel 2019 ha partecipato all’antologia Il grande racconto di Renoir, edita da Edizioni della sera. Nel 2020 è stato curatore e autore dell’antologia Bambini in pausa, pubblicata da Meligrana editore. Nello stesso anno un suo racconto è stato pubblicato sulla rivista Micorrize; l’anno seguente un altro racconto è uscito sulla rivista Salmace.

A novembre è prevista l’uscita di un suo romanzo con Linea Edizioni: Piciul, ideato e scritto durante i laboratori di Antonella Cilento.

Editor freelance e ghostwriter, ha diversi progetti di narrativa, teatrali e cinematografici in cantiere.

È innamorato di Victor Hugo e ha una vera ossessione per Georges Simenon.

Il mestiere di scrivere

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