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leggere può cambiare il mondo

Come denunciato più volte, il nostro è un tempo in cui i lettori di narrativa, quelli veri, famelici, sono una minoranza. Si legge poco e spesso male, complice non solo il ritmo frenetico della vita, ma soprattutto l’evolversi della tecnologia.

Una volta scrissi a un’amica: «Un tempo in bagno leggevamo un libro, oggi fissiamo il cellulare.» Una frase ironica ma che fa pensare: quanti di noi nei momenti liberi aprono un libro anziché fissare il display dello smartphone?

Quando lavoravo in un call center avevo quindici minuti di pausa ogni due ore, tempo che usavo per leggere, mentre attorno a me vedevo persone vagare nel cortile fissando il cellulare. Due ore in gabbia, al telefono, e durante quindici minuti di pausa cosa facevano? Fissavamo inebetiti il cellulare.

Non è il tempo che manca, no, ma la voglia: voglia spesso lesa dalla facilità di distrazioni che ci viene fornita, quasi come a un criceto in gabbia viene data una ruota in cui girare.

In media in un’ora si potrebbero leggere trenta o cinque pagine di un libro, invece sprechiamo ore a fissare lo schermo di un cellulare, a guardare pessime serie TV o a chattare con gente di cui ci interessa ben poco.

È una diseducazione al piacere della lettura, ecco cosa. Una continua, costante lobotomizzatone che assopisce la fantasia e non solo, perché, cosa più grave, atrofizza la curiosità.

Di questo passo nasceranno nuove generazioni colme di giovani del tutto disincantati, privi di sogni e di nobili ambizioni: solo materia organica controllabile, come già stiamo vedendo. Continua a leggere leggere può cambiare il mondo

Narratologia e scuole di scrittura

Fino a cinque anni fa trovare aspiranti scrittori che parlassero di cose come editing era davvero raro, oggi, invece, sembra che tutti siano editor, correttori di bozze o esperti di scrittura. Si usano termini quali show don’t tell, cliffhanger, storytelling o storyline senza averne studiato il significato, spesso ignorando le regoli basilari della scrittura narrativa quali la struttura in tre atti aristotelica.

Come in ogni campo, anche nel mondo della scrittura la crescita esponenziale del web, e soprattutto dei social, ha sdoganato un esercito di persone che attingono piccole nozioni qui e là e credono queste bastino a formali: è il popolo italiano in questo preciso momento storico, tutti credono di sapere tutto e di poter fare tutto.

Questo aumento vertiginoso di provetti scrittori ha dapprima attirato l’interesse di colossi imprenditoriali quali Amazon, portale che ha subito capito di poter lucrare sulle ambizioni (o illusioni) di molti, creando così il Self Publishing. Come Amazon, in molti hanno trovato in questi novelli autori una miniera d’oro: case editrici a pagamento o a doppio binario, minuscole realtà editoriali fondate da persone del tutto ignoranti in ambito letterario, editor improvvisati, blogger e agenzie letterarie nate dal nulla.

Fra queste figure, ovviamente, non mancano i docenti di scrittura creativa e i corsi di scrittura, ed è proprio su questo che voglio concentrarmi. Continua a leggere Narratologia e scuole di scrittura

Lisario, una donna antica, una donna dei nostri tempi.

Oggi più che mai, soprattutto in ambito letterario, parlare di donne è pericoloso, si rischia di cadere nel più sterile populismo, o peggio ancora nella tentazione di dipingere la donna soltanto come vittima, alimentando un sessismo spacciato per femminismo in cui la donna resta comunque una razza, una specie, un oggetto: non un essere umano.

Quanto può essere complesso scrivere di una donna? Cosa dimora nel cuore di una persona che per millenni ha conosciuto ogni tipo di sottomissione e, ancora oggi, nell’era della grande libertà di pensiero, è associata soltanto a un’icona di bellezza fisica o a una fragile creatura da proteggere?

Un’icona, ecco cosa: un oggetto privo di identità, di pensieri, di desideri, contro cui vomitare il proprio credo. Continua a leggere Lisario, una donna antica, una donna dei nostri tempi.