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Romanzo Piciul

Edito da Linea Edizioni nel novembre del 2021, Piciul è il primo romanzo che ho pubblicato dopo il mio percorso di studi presso Lalineascritta. La prefazione è stata scritta dalla mia maestra di scrittura creativa, Antonella Cilento, e la sua uscita è stata anticipata da un generoso articolo su La Repubblica.
Distribuito da Messaggerie è ordinabile presso tutte le librerie fisiche o negozi online.
Piciul narra le vicende di cinque adolescenti rumeni che vivono nei vicoli a ridosso della Stazione Centrale di Napoli: Horia, Blanca, Damin, Vali e Dorin; cinque ragazzini cresciuti insieme tra emarginazione, delusioni, dolori ma anche sogni.

Forse, come ha scritto Antonella nella sua prefazione: un punto di vista diverso su una Napoli fin troppo raccontata.

Di seguito un piccolo estratto.

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Mio cugino ha detto che il mio romanzo sarebbe un bel film…

Tra le cose che sento spesso dire dagli autori ancora inesperti c’è senza dubbio: «Il mio romanzo sembra proprio un film», talvolta seguito da: «Me l’ha detto anche la mamma, il mio amico, la mia ragazza, mio cuGGGino, il panettiere, lo sconosciuto a cui ho letto qualche pagina.»

Mi chiedo inevitabilmente perché si sprechi tempo a scrivere narrativa se poi si va subito col pensiero al grande schermo, non ha senso. Certo, l’idea di un film richiama subito al successo, al red carpet, alla notte degli Oscar e a tante cose che fanno gola all’arrivismo umano; ma se questo è lo scopo di chi scrive, sarebbe meglio che si dedicasse direttamente alla sceneggiatura: di certo farebbe più soldi rispetto alla narrativa, su questo non si discute, ma in alcuni casi avrebbe meno gloria, ironicamente. Perché? Ricordate con maggiore facilità il nome di chi ha scritto un libro, o il nome di chi ha sceneggiato un film?

Ovviamente la prima fra le due cose.

Al di là di questo concetto più ideologico, la seconda cosa che penso è sempre: «Secondo quale criterio dovrebbero farci un film?»

Certo, l’ha detto il cugino tuttologo, ma a meno che il suddetto cugino non fosse un rinomato critico cinematografico, uno sceneggiatore di professione o un regista, non credo che il suo parere possa contare qualcosa; soprattutto, il cugino ha i soldi per produrvelo il film?

Ma di questo parleremo dopo. Cerchiamo di capire perché il vostro romanzo dovrebbe diventare un film. Cosa ve lo ha fatto supporre?

Per chiarire questo punto è obbligatorio che vi poniate con sincerità una domanda: So come si scrive una sceneggiatura cinematografica?

Nel più dei casi la risposta è no.

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