Servizi editoriali

Esiste un momento in cui scriviamo a porta chiusa, ossia solo per noi stessi, e un momento in cui scriviamo a porta aperta, intenzionati a far leggere ad altri i nostri lavori.

Credo fermamente che le due fasi siano indispensabili e debbano coesistere continuamente, o si rischia di avere da una parte lavori dal forte carico emotivo, ma privi di una vera forma narrativa; dall’altra, lavori tecnicamente perfetti ma vuoti, sprovvisti del cuore pulsante che differenzia la letteratura dalla carta straccia.

Non è un lavoro facile, perché scrivere è difficilissimo, e quando lo si fa bene è ancora più difficile, poiché la scrittura diventa intima, spesso fa male, ci trasporta; dunque come riuscire a mettere al servizio della storia le nostre emozioni, senza che queste prendano il sopravvento sulla pagina scritta?

Da sempre, salvo rare eccezioni, esistono figure che aiutano gli scrittori in questo lavoro. Oggi li chiamiamo editor, anche se questo termine negli ultimi anni è talmente abusato da aver perso il proprio valore.

Un editor non ha solo il compito di controllare refusi o errori grammaticali, né il suo lavoro è quello di riscrivere il testo di un autore. Un editor è sempre un lettore famelico, non può essere altrimenti, ecco perché ha una sensibilità particolare quando legge, riconosce il bello dal brutto in modo oggettivo, scova le imperfezioni della trama, gli eccessi, le piccole sfumature positive o negative. Editor è colui che accompagna l’autore senza soffocare la sua voce, lo aiuta a comprendere cosa funziona e cosa non funziona nel suo testo, anziché riscriverglielo. Un editor non dice all’autore cosa fare, ma lo mette in discussione, così che sia l’autore stesso a capire pregi e difetti del suo lavoro, e trovare soluzioni.

Questo è il mio modo di lavorare a un testo, perché prima dei miei gusti personali e dei gusti dell’autore viene sempre e solo il testo: va rispettato come qualcosa di sacro.  

Inoltre sono fermamente convinto che in questo nostro periodo storico in cui molti pubblicano in self publishing o con editori, ahimè, spesso poco selettivi, un autore debba avere ben chiaro cosa farne del proprio lavoro, perché l’editing ha un costo, e spesso non indifferente.

So bene che con queste parole vado contro me stesso, ma preferisco guadagnare meno anziché sfruttare i sogni delle persone.

Oggigiorno tutti si professano editor, anche dopo appena qualche mese di corso online, e spesso chiedono compensi altissimi per il lavoro svolto.

Bisogna davvero chiedersi: Vale la pena di spendere soldi per un editing?

Se la mia intenzione è di inviare un lavoro a una piccolissima realtà editoriale che accetta di tutto, allora perché investire in un editing, quando magari con le royalty non recupererò neppure i soldi spesi e il mio libro non arriverà all’attenzione di persone importanti? E se invece la mia intenzione è pubblicare in self, sono sicuro che venderò tanto da recuperare il costo dell’editing, o comunque portare alla giusta attenzione il mio lavoro?

Queste sono domande che ogni autore dovrebbe farsi prima di spendere centinaia di euro, e sono le stesse domande che farò a voi quando mi proporrete un vostro dattiloscritto.

Ecco i miei servizi:

  1. Lettura e valutazione del testo.
  2. Correzione di bozze.
  3. Line editing e copy editing.
  4. Macro editing.
  5. Editing completo.
  6. Creazione di sceneggiature cinematografiche.
  7. Supporto nella creazione di racconti e romanzi.

Per contatti: marcopeluso.autore@gmail.commarcopeluso.autore@pec.it


Il mestiere di scrivere

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: