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Narratologia e scuole di scrittura

Fino a cinque anni fa trovare aspiranti scrittori che parlassero di cose come editing era davvero raro, oggi, invece, sembra che tutti siano editor, correttori di bozze o esperti di scrittura. Si usano termini quali show don’t tell, cliffhanger, storytelling o storyline senza averne studiato il significato, spesso ignorando le regoli basilari della scrittura narrativa quali la struttura in tre atti aristotelica.

Come in ogni campo, anche nel mondo della scrittura la crescita esponenziale del web, e soprattutto dei social, ha sdoganato un esercito di persone che attingono piccole nozioni qui e là e credono queste bastino a formali: è il popolo italiano in questo preciso momento storico, tutti credono di sapere tutto e di poter fare tutto.

Questo aumento vertiginoso di provetti scrittori ha dapprima attirato l’interesse di colossi imprenditoriali quali Amazon, portale che ha subito capito di poter lucrare sulle ambizioni (o illusioni) di molti, creando così il Self Publishing. Come Amazon, in molti hanno trovato in questi novelli autori una miniera d’oro: case editrici a pagamento o a doppio binario, minuscole realtà editoriali fondate da persone del tutto ignoranti in ambito letterario, editor improvvisati, blogger e agenzie letterarie nate dal nulla.

Fra queste figure, ovviamente, non mancano i docenti di scrittura creativa e i corsi di scrittura, ed è proprio su questo che voglio concentrarmi. Continua a leggere Narratologia e scuole di scrittura

Lisario, una donna antica, una donna dei nostri tempi.

Oggi più che mai, soprattutto in ambito letterario, parlare di donne è pericoloso, si rischia di cadere nel più sterile populismo, o peggio ancora nella tentazione di dipingere la donna soltanto come vittima, alimentando un sessismo spacciato per femminismo in cui la donna resta comunque una razza, una specie, un oggetto: non un essere umano.

Quanto può essere complesso scrivere di una donna? Cosa dimora nel cuore di una persona che per millenni ha conosciuto ogni tipo di sottomissione e, ancora oggi, nell’era della grande libertà di pensiero, è associata soltanto a un’icona di bellezza fisica o a una fragile creatura da proteggere?

Un’icona, ecco cosa: un oggetto privo di identità, di pensieri, di desideri, contro cui vomitare il proprio credo. Continua a leggere Lisario, una donna antica, una donna dei nostri tempi.