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Il linguaggio del romanziere non รจ quello dello sceneggiatore: scene e sommari

Ad alcuni potrร  sembrare strano che io scriva un articolo riguardo il sommario e il suo utilizzo in narrativa, addirittura inutile, trattandosi di una delle forme basilari utilizzate per scrivere un romanzo. Eppure tante volte nel parlare con aspiranti scrittori, addirittura con chi ha giร  pubblicato, ho riscontrato una totale ignoranza verso questa forma di narrazione che non puรฒ definirsi neppure una tecnica nรฉ un espediente, in quanto indispensabile per il componimento di unโ€™opera di narrativa, da sempre.

Credo che anche stavolta tale ignoranza sia dovuta alla perdita delle nostre radici e al desiderio spasmodico di seguire tutto ciรฒ che รจ Made in USA, senza neppure comprendere che i cugini statunitensi hanno furbamente attinto al nostro patrimonio culturale, sfruttandolo talvolta meglio di noi. Non a caso tutti i provetti scrittori che bazzicano il web, e soprattutto i social network, conoscono a memoria il significato di termini quali show donโ€™t tell, cliffhanger, flashback o flashforward, ma cascano dalle nuvole quando gli menzioni il sommario, una forma di narrazione che assieme alle scene compone la struttura di un romanzo: il resto sono espedienti, tecniche utilizzabili o meno; sommario e scene solo lโ€™ossatura del testo di narrativa, senza lโ€™intrecciarsi di ambedue le forme รจ impensabili poter scrivere un romanzo, salvo magari un racconto.

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Una storia รจ fatta di svolte: I quindici beat sheet di Blake Snyder

Quello che noto alcune volte quando leggo un aspirante scrittore รจ la carenza di svolte nella storia, e per svolte non intendo azioni eclatanti, ma eventi che, nati da una causa, producano un effetto nella vita dei personaggi dinnanzi cui questi non possono restare passivi.

La vita umana รจ sempre basata sul principio Causa/Effetto, da questo non si sfugge. La Causa รจ ciรฒ che crea lโ€™Effetto, ed esso ci porta inevitabilmente a dover compiere una scelta, dunque unโ€™azione.

Prendiamo per esempio un capolavoro della letteratura italiana che di sicuro conoscete, Il barone rampante, di Italo Calvino, un romanzo in cui lโ€™innesco della storia รจ immediato.

Cosimo Piovasco di Rondรฒ, durante uno dei soliti e noiosi pranzi in famiglia, disobbedisce a suo padre che vuole costringerlo a mangiare le disgustose lumache cucinate da sua sorella Battista e, risoluto, sale su un albero, deciso a non scendere piรน.

Ora, se il rifiuto di Cosimo si fosse ridotto a un blando tira e molla con suo padre, non sarebbe accaduto nulla, invece Cosimo, a seguito di un conflitto nato dalla richiesta paterna, risponde decidendo di salire su un albero e di restarci per sempre; non resta passivo, agisce, e lo fa mosso da un conflitto interiore che, nellโ€™evolversi della storia, risulterร  avere radici ben piรน profonde di una semplice lite dovuta a un piatto di lumache.

Ecco, le svolte portano i nostri personaggi a prendere decisioni e ad agire, e a farlo in modo concreto e coerente con il loro mondo interiore, che sia conscio o inconscio.

Sembra una cosa scontata, eppure, come detto inizialmente, spesso leggo pagine e pagine in cui non succede nulla, in cui i personaggi spiegano i propri sentimenti, si parlano addosso, girano e rigirano sempre attorno alla stessa questione senza che accada mai niente: la storia non va avanti. Continua a leggere Una storia รจ fatta di svolte: I quindici beat sheet di Blake Snyder

il punto di vista รจ un patto con il lettore

Oggi voglio parlarvi di un aspetto fondamentale quando si scrive narrativa, e voglio farlo a partire da un film, diversamente dal solito. Non credo sia cosรฌ strano parlare di tecniche di narrazione portando come esempio un film, in quanto dietro a ogni lavoro cinematografico cโ€™รจ un lavoro di scrittura, e se un film รจ buono lo si deve fondamentalmente a un soggetto vincente e a una sceneggiatura ben scritta.

Il film in questione รจ Rashomon, capolavoro del maestro Akira Kurosawa, tratto dal racconto Nel bosco di Ryลซnosuke Akutagawa; un film uscito in Giappone nellโ€™agosto 1950 e mal visto dalla critica locale, ma fortunatamente portato in Italia da Giuliana Stramigioli, docente di italiano presso l’Universitร  degli Studi Stranieri di Tokyo e fondatrice della Italifim, permettendogli di vincere Il Leone dโ€™oro al miglior film e poi, a distanza di pochi mesi, il Premio Oscar come miglior film straniero. Continua a leggere il punto di vista รจ un patto con il lettore

La storia in tre atti

Negli ultimi anni le scuole di scrittura creativa e i corsi online sono aumentati in modo esponenziale, questo perchรฉ รจ sempre maggiore il numero di persone che si cimentano nella scrittura narrativa, spesso solo come mezzo di riscatto personale seguendo lโ€™illusione di successo e fama.

Tralasciando questโ€™ultimo aspetto, trovo assurdo che si parli di tecniche narrative senza far riferimento ad Aristotele.

Sembra che ogni tecnica di narrazione sia di origine statunitense. Ci si riempie la bocca di termini inglesi, abbreviazioni, acronimi, ma quasi mai si menzionano le origini della narrazione: una triste abitudine che la nostra societร  applica in ogni campo.

Invece รจ proprio Aristotele a insegnarci per primo il paradigma basilare su cui si regge ogni storia: Inizio, svolgimento, fine. Continua a leggere La storia in tre atti