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Diamo il giusto nome alle cose: l’arte รจ qualcosa di sacro

Ogni giorno mi chiedo quale sia il senso della mia vita, non solo, mi domando che senso ci sia nella vita stessa. Siamo animali, solo questo, e come tali votati alla mera sopravvivenza? Siamo semplicemente cose di carne destinate a perire?

Questo cervello, questo cuore, queste mani, questi polmoni, questo stomaco, tutto questo me stesso che ora scrive e pensa e piange e vive sono davvero io, o รจ solo un contenitore, carne e ossa e nervi e vene che un giorno marciranno?

Stupidaggini, pensieri inutili. Eppure i libri rimasti nella storia contengono proprio queste sciocchezze. Non la forma, non la storia, non la lingua li hanno resi immortali, ma queste veritร  che sin dagli albori della vita definiscono il percorso dellโ€™essere umano: chi sono, da dove vengo, dove vado?

Senza queste riflessioni non esiste creativitร , nรฉ arte, nรฉ vita.

Ogni giorno penso a queste cose. Ogni giorno penso al senso della mia vita: se la mia sia davvero vita, o animalesca sopravvivenza. Ogni giorno penso a cosa resterร  di me, a quanto mi resta, a cosa ho fatto, a cosa faccio e dove sto andando. Ogni giorno penso alla vita, dunque inevitabilmente penso alla morte.

Oggigiorno รจ scandaloso pensare alla morte, รจ una cosa cupa, brutta, da nascondere. Non si muore piรน in casa, ma negli ospedali. I morti devono essere separati dai vivi, occultati, il fetore della decomposizione deve essere celato dal candore del marmo, da fiori profumati, da una fotografia sorridente: immagine artefatta di tutti i nostri tormenti.

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L’involuzione e l’omologazione dell’arte

Quando Umberto Eco dichiarรฒ che, in sintesi, i social media hanno dato diritto di parola a legioni di deficienti, non mostrรฒ altro che la punta dellโ€™iceberg di una problema molto piรน profondo, ormai radicato nel tessuto sociale del nostro tempo e nella mentalitร  umana. Mai come oggi potremmo trovare calzanti analogie fra il nostro tempo e il saggio dello psicologo e filosofo Erich Fromm: Essere o avere; anche se forse, a dirla tutta, il titolo piรน idoneo alla nostra realtร  sarebbe Essere o apparire.

I social e la gestione coatta del web hanno dato modo non solo a tanti, a tutti, di mettere bocca su qualsiasi cosa, ma di avere un palco dove esibire e celebrare se stessi e una propria presunta arte. Questo termine, arte, oggi ha perso valore e significato. La parola arte, nel suo concetto piรน vasto, definisce ogni tipo di forma creativa ed estetica che, avvalendosi di abilitร  innate e acquisite, sviluppate grazie ad accorgimenti stilistici e tecnici derivanti dallo studio e dall’esperienza, riesce a suscitare emozioni e messaggi tramite un linguaggio che potremmo definire universale, in quanto frutto di un indubbio codice maturato nei secoli. Dunque lโ€™arte non รจ solo lโ€™effetto di un fattore puramente emotivo, ma un vero linguaggio che si acquisisce studiando. Ogni innovazione artistica, come ci insegnano in particolare molti maestri della letteratura e della pittura, trova origine nelle basi classiche dellโ€™arte in questione. Continua a leggere L’involuzione e l’omologazione dell’arte

Parole che si tramutano in un dipinto e diventano visive, tangibili.

Ho riflettuto a lungo prima di recensire questo libro, sia perchรฉ non รจ stato facile leggerlo, sia perchรฉ sapevo che per farlo avrei dovuto scrivere un articolo molto lungo: due motivi connessi, in quanto a rallentare la lettura รจ stata la formidabile capacitร  dellโ€™autore a rendere vivida ed evocativa ogni pagina di questa drammatica e brutale storia, dunque, proprio in virtรน di ciรฒ, parlarne senza mostrare pagine e pagine di questo capolavoro non renderebbe piena giustizia al romanzo.

Il libro di cui sto per parlarvi รจ Regno animale, scritto dallo scrittore francese classe 81 Jean Baptiste Del Amo nel 2016 ed edito in Italia nel 2017 da Neri Pozza.

In un precedente articolo ho giร  recensito un altro capolavoro di Del Amo: Il sale, edito da NEO edizioni nel 2013. Dunque non voglio soffermarmi a lungo su chi sia Del Amo, potrete leggere piรน su di lui nellโ€™altro articolo, mi limito a dire che a ragion veduta in Francia, a seguito del suo romanzo Une รฉducation libertine, fu definito come un novello Flaubert.

Infatti, nella scrittura di Del Amo ogni parola ha la propria importanza; ogni parola si sussegue in un puzzle che rende scenari, personaggi e sentimenti del tutto vivi. Ecco perchรฉ non รจ stato facile finire questo romanzo: piรน volte mi รจ mancato il respiro. Continua a leggere Parole che si tramutano in un dipinto e diventano visive, tangibili.

quando scrivere รจ davvero una vocazione all’infelicitร 

Abbiamo giร  parlato in precedenti articoli di come Georges Simenon sia stato un vero maestro nel tracciare il profilo psicologico dei suoi personaggi, persino di quelli apparentemente meno rilevanti in una storia. รˆ nota a molti la sua minuziositร  nel raccogliere informazioni simultaneamente per piรน progetti, per anni accumulava note, dettagli, intere biografie sui suoi personaggi in delle cartelline e poi, una volta pronto, si metteva allโ€™opera e finiva in due settimane un romanzo, forte di una conoscenza totale delle sue creature.

Un bello scacco per tutti i presuntuosi che si vantano di terminare in un mese un romanzo, e non perchรฉ Simenon ci mettesse la metร  del tempo, affatto, ma perchรฉ per riuscirci aveva alle spalle uno studio scrupoloso durato anni.

Tralasciando questo aspetto e tornando al punto cardine della questione, Simenon รจ sempre stato un uomo e uno scrittore molto introspettivo, e chi ha letto tanto di lui lo sa di certo. Continua a leggere quando scrivere รจ davvero una vocazione all’infelicitร 

il doloroso punto di vista di un emarginato

Essendo la vigilia di Natale probabilmente ci si sarebbe aspettati che parlassi di A Christmas Carol del grande Dickens, ma sarebbe stato troppo scontato. Ho preferito scegliere un libro che, in un certo senso, accusa allo stesso modo, se non con maggior brutalitร , lโ€™ipocrisia della societร  che proprio durante le feste emerge in tutto il suo impeto.

Il libro in questione รจ Lโ€™ultimo giorno di un condannato a morte, capolavoro di Victor Hugo scritto nel 1829, in cui sono narrati gli ultimi giorni di vita di un prigioniero del carcere di Bicรชtre. Una critica diretta, spietata, fatta da Hugo nei confronti dei bagni penali e della pena capitale, ma non solo; in questo libro si nota unโ€™accusa estesa allโ€™intera societร  francese in cui la vita umana, quella degli ultimi, non aveva alcun valore: tema da lui trattato in ogni suo capolavoro, ossia lโ€™estremo divarico fra le classi sociali.

Del condannato in questione non sappiamo di preciso la classe sociale, ma dalla descrizione della sua famiglia possiamo immaginare non sia di un ceto autorevole, benchรฉ non si tratti neppure di un poveraccio, ma la sua condizione di forzato, peggio, di condannato al patibolo, lo rende una nullitร , non altro che immondizia sociale, un cane rognoso sbeffeggiato dal popolo stesso. Continua a leggere il doloroso punto di vista di un emarginato

Le inquietanti figure femminili di simenon

Abbiamo giร  detto in un precedente articolo quanto Georges Simenon sia stato un autore bravissimo a creare personaggi femminili che restano impressi: donne ai margini, vittime di uomini mostruosi e di se stesse, accartocciate in dolori da cui non riescono a fuggire.

Simenon nei suoi romanzi ha sempre messo al centro la figura della donna: ora una moglie, ora unโ€™amante, ora una madre, ora una vecchia megera; le donne di Simenon, qualunque sia il loro ruolo, rimangono impresse come cicatrici nella memoria del lettore, e fra queste Betty.

Romanzo pubblicato nel 1961, narra la storia di un bella ragazza che approda improvvisamente in un quartiere parigino.

La quarta di copertina ce la descrive cosรฌ: Una bella donna dalla condotta scandalosa approda sullo sgabello di un bar degli Champs-ร‰lysรฉes, con la testa confusa dallโ€™alcool.

Da subito Betty incuriosisce. Unโ€™affascinante donna sola in un bar, ubriaca e pensierosa e che non disdegna le avance degli uomini, persino dei piรน squallidi o ubriachi.

La domanda che subito ci si pone รจ: Perchรฉ sta male? Continua a leggere Le inquietanti figure femminili di simenon

Jean-Baptiste Del Amo, uno scrittore da conoscere assolutamente

Anzitutto con questo nuovo articolo colgo lโ€™occasione per scusarmi della mia assenza di oltre un mese, ma, mentre quello che oggi definisco il mio primo romanzo sta girando in cerca di un valido editore, e incrocio le dita, sto lavorando al mio secondo romanzo, un testo che nasce da un lavoro di circa tre anni.

Il libro che oggi voglio proporvi รจ Il sale, del bravissimo Jean-Baptiste Del Amo, forse un nome sconosciuto a molti qui in Italia, ma del tutto rispettato in Francia. Un romanzo consigliatomi dalla mia maestra Antonella Cilento, proprio in virtรน del romanzo a cui sto lavorando.

Jean-Baptiste Del Amo, pseudonimo di Jean-Baptiste Garcia, รจ un autore francese classe 81. Il romanzo che lo ha consacrato in Francia รจ stato Une ร‰ducation libertine, edito da รฉditions Gallimard nel 2008; romanzo che ha portato alcuni critici a paragonare la voce autoriale di Jean-Baptiste Del Amo a maestri della letteratura quali Eugรจne Sue, ร‰mile Zola, Honorรฉ de Balzac, Alexandre Dumas, Pierre Choderlos de Laclos, Donatien Alphonse Franรงois de Sade e Patrick Sรผskind; anche se molti vedono nello stile di Del Amo una maggiore somiglianza con Flaubert, visto che Del Amo รจ solito pesare ogni singola parola da lui scritta.

Il romanzo Il sale: Le sel, edito dalla Gallimard nel 2010, รจ stato tradotto, fortunatamente, anche qui in Italia nel 2013 dalla Neo edizioni, una casa editrice indipendente che, a mio dire, sta dimostrando di avere tutte le carte in regola per contraddistinguersi in un panorama editoriale alquanto confuso. Continua a leggere Jean-Baptiste Del Amo, uno scrittore da conoscere assolutamente

Simenon: raccontare di donne partendo dai propri demoni

Viviamo in un tempo in cui la lotta per la paritร  di sesso sfocia spesso in uno scontro Uomo โ€“ Donna. รˆ un attimo passare dal femminismo a unโ€™altra forma di sessismo, non dissimile dal becero maschilismo. Si grida al femminicidio per qualsiasi evento che coinvolge una donna. Basta un niente a cadere nellโ€™equivoco, al punto che, inconsciamente, io stesso per mostrare il mio modo di pensare ho dovuto qui sottolineare che reputo becero il maschilismo: cosa che dovrebbe essere data per scontato, anche se purtroppo non รจ cosรฌ.

La normalitร  dellโ€™uguaglianza fra uomo e donna che, a mio dire, dovrebbe essere una cosa ordinaria, sembra oggi qualcosa di talmente precario da suscitare timore nel parlarne; aspetto che si riversa anche sulla narrativa, purtroppo, da una parte incutendo preoccupazione quando si dipinge un personaggio femminile in modo negativo, e dallโ€™altra aumentando in maniera esponenziale clichรฉ di donne vittime o in rinascita.

Manca la capacitร  di raccontare con trasparenza, limitandosi ai fatti e al tempo stesso facendo introspezione nel mondo del personaggio, e questo perchรฉ spesso manca la trasparenza con se stessi, e la voglia di apparire soverchia il bisogno di raccontare.

Se ci pensate, due icone della letteratura, Emma Bovary e Anna Karenina, non sono in veritร  personaggi buoni: entrambe tradiscono un uomo, feriscono qualcuno, e se la seconda quasi la si giustifica, visto il carattere del marito, la prima appare del tutto ingiustificabile.

Eppure adoriamo Emma e Anna, non ci viene da giudicarle, siamo con loro senza canonizzarle come figure di emancipazione femminile o condannarle come adultere.

Questo accade perchรฉ Flaubert e Tolstoj sono stati capaci di entrare nei tormenti delle due donne, partendo da se stessi. Continua a leggere Simenon: raccontare di donne partendo dai propri demoni

Un dramma sempre attuale

Purtroppo non tutti conoscono Lโ€™uomo che ride, capolavoro di Victor Hugo, in origine intitolato Per ordine del re; libro pubblicato nel 1869 e con unโ€™insolita gestazione per Hugo: solamente sedici mesi. Eppure a mio dire รจ un capolavoro di tutto rispetto, al pari di I miserabili.

Ironico pensare che in molti, purtroppo, neppure sanno che devono a Hugo lโ€™esistenza di Joker, il ben piรน noto personaggio dei fumetti della DC Comics, ideato da Bob Kane e Bill Finger dopo aver visto lโ€™interpretazione di Conrad Veid nel film del 1928 ispirato al romanzo di Hugo. Continua a leggere Un dramma sempre attuale

Ma tu hai letto I miserabili?

A mio dire non si puรฒ parlare di libri senza menzionare obbligatoriamente I miserabili, capolavoro di Victor Hugo che ha visto la sua prima pubblicazione nel 1862: un romanzo che ha vissuto ben quindici anni di gestazione.

Spesso quando incappo in qualche scrittore che, seppur emergente o addirittura esordiente, mostra una grande presunzione, amo (appunto) chiedergli: ยซMa tu hai letto I miserabili?ยป

Una battuta, certo, ma che fa emergere una triste e assurda realtร : molti novelli scrittori non leggono, o non hanno letto i classici della letteratura.

Ma non voglio soffermarmi su questo aspetto, non ora, almeno; questa parentesi era necessaria per dire quanto sia fondamentale la lettura de I miserabili, non solo perchรฉ รจ uno dei piรน grandi capolavori della letteratura, ma perchรฉ รจ una vera Bibbia da cui attingere per la gestione dei personaggi e lโ€™intreccio della trama; o meglio, nel caso del suddetto libro, le trame. Continua a leggere Ma tu hai letto I miserabili?