Archivi tag: Marco Peluso

Come presentarsi a un editore

Come presentarsi a un editore:

L’avvento di Internet e la crescita esponenziale di nuove realtà editoriali, purtroppo spesso pessime, ha convito gli autori che basti inviare mail come non ci fosse un domani per ricevere risposta.
Certo, nel caso della micro editoria, non della piccola, forse va anche bene, ma quando si vuole pubblicare seriamente è il caso di guardare con chi si ha a che fare, consultare il catalogo, vedere cosa cercano gli editori e quando lo cercano; e anche così non è detto che si venga letti, perché gli editori oggi ricevono centinaia di proposte di pubblicazione al giorno.
Dunque è inutile?
Sì, direi di sì. Sono altre le strade da seguire.
Oggi lo scouting è pressoché nullo, contano molte le scuole di scrittura, di quelle serie, tenute da scrittori stimati in ambito editoriale; sono un’ottima vetrina i concorsi letterari seri, fra cui il Calvino o il Neri Pozza; o ancora le riviste letterarie.
È una piacevole sorpresa vedere come l’editoria stia facendo di nuovo scouting, seppur in modo lieve, nelle riviste letterarie, a volte guidate da veri amanti della letteratura.
Seppur con la letteratura scrittori come Giordano o Saviano non hanno niente a che fare, è interessante sapere che proprio da lì sono stati scovati.
Di seguito un elenco delle più importanti riviste letterarie.
Continua a leggere Come presentarsi a un editore

Il grande esordio di una bellissima voce autoriale.

In questa pagina non intendo scrivere solo di opere classiche o autori affermati, ma dare spazio anche ai libri di autori emergenti o esordi letterari, come quello di Andrea Zandomeneghi di Capalbio, e il suo primo romanzo Il giorno della nutria, uscito quest’anno con una casa editrice che non ha bisogno di presentazioni: la Tunué.

A mio dire Andrea, prima ancora di esordire con la Tunué, ha seguito uno dei percorsi migliori per un autore: ha atteso, e intanto ha studiato, ha scritto, ha collaborato con riviste e portali di letteratura.

Insomma, non ha avuto fretta di pubblicare, non si è bruciato, e ora ne sta raccogliendo i frutti. Continua a leggere Il grande esordio di una bellissima voce autoriale.

Molto più che il Canto di Natale.

Quando si parla di Charles Dickens, purtroppo, tutti pensano solo alle favole, collegandolo immediatamente alle trasposizioni cinematografiche e della Disney del racconto Canto di Natale; altri lo associano alla figura di autore leggero, visto che spesso ha scritto di bambini.

Ma come ha scritto di bambini, Dickens? Questo le persone dovrebbero capire, come dovrebbero capire l’atroce dramma e accusa sociale che si cela dietro al racconto Canto di Natale. Continua a leggere Molto più che il Canto di Natale.

Un dramma sempre attuale

Purtroppo non tutti conoscono L’uomo che ride, capolavoro di Victor Hugo, in origine intitolato Per ordine del re; libro pubblicato nel 1869 e con un’insolita gestazione per Hugo: solamente sedici mesi. Eppure a mio dire è un capolavoro di tutto rispetto, al pari di I miserabili.

Ironico pensare che in molti, purtroppo, neppure sanno che devono a Hugo l’esistenza di Joker, il ben più noto personaggio dei fumetti della DC Comics, ideato da Bob Kane e Bill Finger dopo aver visto l’interpretazione di Conrad Veid nel film del 1928 ispirato al romanzo di Hugo. Continua a leggere Un dramma sempre attuale

Il padre del romanzo moderno

Penso sia una bestemmia pensare di poter scrivere senza aver letto Don Chisciotte di Miguel de Cervantes Saavedra. L’opera, infatti, dal titolo originale El Ingenioso Hidalgo Don Quijote de la Mancha, non è solo considerata un capolavoro della letteratura, ma il Padre del romanzo moderno. Inoltre possiamo definire Cervantes anche il padre del narratore inattendibile: ossia un narratore che narra di gesta così strane, folli, da risultare poco credibile; ma al tempo stesso così bravo da suscitare il dubbio nel lettore e portarlo avanti nella lettura, affascinato e incuriosito.

In sintesi dobbiamo tutto a Cervantes. Continua a leggere Il padre del romanzo moderno

Ma tu hai letto I miserabili?

A mio dire non si può parlare di libri senza menzionare obbligatoriamente I miserabili, capolavoro di Victor Hugo che ha visto la sua prima pubblicazione nel 1862: un romanzo che ha vissuto ben quindici anni di gestazione.

Spesso quando incappo in qualche scrittore che, seppur emergente o addirittura esordiente, mostra una grande presunzione, amo (appunto) chiedergli: «Ma tu hai letto I miserabili?»

Una battuta, certo, ma che fa emergere una triste e assurda realtà: molti novelli scrittori non leggono, o non hanno letto i classici della letteratura.

Ma non voglio soffermarmi su questo aspetto, non ora, almeno; questa parentesi era necessaria per dire quanto sia fondamentale la lettura de I miserabili, non solo perché è uno dei più grandi capolavori della letteratura, ma perché è una vera Bibbia da cui attingere per la gestione dei personaggi e l’intreccio della trama; o meglio, nel caso del suddetto libro, le trame. Continua a leggere Ma tu hai letto I miserabili?

Raccontare l’oggi: da Tolstoj, a Bulgakov, a Kafka fino ai call center.

Ci si chiede spesso come si possa narrare un tempo come il nostro: un tempo fatto di social, lavori meccanici, in cui i contatti umani sembrano sostituiti da uno smartphone. Potremmo dire che nella nostra epoca non ci sia nulla da raccontare, o almeno niente di emozionante come le vicende narrate nei classici.

Oggigiorno non abbiamo, almeno qui in Italia e forse in moltissime parti del mondo, grandi rivoluzioni sociali a far vibrare il cuore dei protagonisti di una storia, e viviamo in una società che, almeno apparentemente, non opprime la libertà di pensiero.

Per metterci in contatto con una persona non dobbiamo necessariamente scrivere una lettera, come facevano Varvara e Makar, né siamo costretti a percorrere immense distanze in carrozza o in treno come Anna Karenina. Continua a leggere Raccontare l’oggi: da Tolstoj, a Bulgakov, a Kafka fino ai call center.

L’importanza di conoscere i propri personaggi.

Di certo vi è capitato di leggere libri e averli trovati bidimensionali, piatti.

Oggi voglio concentrarmi su una componente fondamentale in una storia: i personaggi.

Per quanto una storia possa essere originale, purtroppo, ed è un dato di fatto, nel più dei casi tratterà comunque argomenti già detti, dunque sono tre le componenti che rendono una storia davvero unica: il modo in cui è scritta, la voce dell’autore, e i personaggi.

I personaggi devono vivere la storia, non subirla, e quando ciò accade anche una trama narrata mille volte diventa nuova, perché sono i suoi personaggi a viverla in modo unica.  

Quando una storia vi sembra piatta, nel più dei casi la colpa è dovuta a cattivi personaggi: personaggi fasulli, senza una vita reale alle spalle, spesso inseriti solo per far da spalla al protagonista. Continua a leggere L’importanza di conoscere i propri personaggi.

L’avventura di due sposi

Una delle cose più belle mai scritte, ovviamente una creazione di Italo Calvino.
Non ha bisogno di commenti.

L’operaio Arturo Massolari faceva il turno della notte, quello che finisce alle sei. Per rincasare aveva un lungo tragitto, che compiva in bicicletta nella bella stagione, in tram nei mesi piovosi e invernali. Arrivava a casa tra le sei e tre quarti e le sette, cioè alle volte un po’ prima alle volte un po’ dopo che suonasse la sveglia della moglie, Elide.
Spesso i due rumori: il suono della sveglia e il passo di lui che entrava si sovrapponevano nella mente di Elide, raggiungendola in fondo al sonno, il sonno compatto della mattina presto che lei cercava di spremere ancora per qualche secondo col viso affondato nel guanciale. Poi si tirava su dal letto di strappo e già infilava le braccia alla cieca nella vestaglia, coi capelli sugli occhi. Gli appariva così, in cucina, dove Arturo stava tirando fuori i recipienti vuoti dalla borsa che si portava con sé sul lavoro: il portavivande, il termos, e li posava sull’acquaio. Aveva già acceso il fornello e aveva messo su il caffè. Appena lui la guardava, a Elide veniva da passarsi una mano sui capelli, da spalancare a forza gli occhi, come se ogni volta si vergognasse un po’ di questa prima immagine che il marito aveva di lei entrando in casa, sempre così in disordine, con la faccia mezz’addormentata. Quando due hanno dormito insieme è un’altra cosa, ci si ritrova al mattino a riaffiorare entrambi dallo stesso sonno, si è pari. Continua a leggere L’avventura di due sposi

Lisario, una donna antica, una donna dei nostri tempi.

Oggi più che mai, soprattutto in ambito letterario, parlare di donne è pericoloso, si rischia di cadere nel più sterile populismo, o peggio ancora nella tentazione di dipingere la donna soltanto come vittima, alimentando un sessismo spacciato per femminismo in cui la donna resta comunque una razza, una specie, un oggetto: non un essere umano.

Quanto può essere complesso scrivere di una donna? Cosa dimora nel cuore di una persona che per millenni ha conosciuto ogni tipo di sottomissione e, ancora oggi, nell’era della grande libertà di pensiero, è associata soltanto a un’icona di bellezza fisica o a una fragile creatura da proteggere?

Un’icona, ecco cosa: un oggetto privo di identità, di pensieri, di desideri, contro cui vomitare il proprio credo. Continua a leggere Lisario, una donna antica, una donna dei nostri tempi.