Archivi categoria: Consigli di Lettura

Un dramma sempre attuale

Purtroppo non tutti conoscono L’uomo che ride, capolavoro di Victor Hugo, in origine intitolato Per ordine del re; libro pubblicato nel 1869 e con un’insolita gestazione per Hugo: solamente sedici mesi. Eppure a mio dire è un capolavoro di tutto rispetto, al pari di I miserabili.

Ironico pensare che in molti, purtroppo, neppure sanno che devono a Hugo l’esistenza di Joker, il ben più noto personaggio dei fumetti della DC Comics, ideato da Bob Kane e Bill Finger dopo aver visto l’interpretazione di Conrad Veid nel film del 1928 ispirato al romanzo di Hugo. Continua a leggere Un dramma sempre attuale

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Il padre del romanzo moderno

Penso sia una bestemmia pensare di poter scrivere senza aver letto Don Chisciotte di Miguel de Cervantes Saavedra. L’opera, infatti, dal titolo originale El Ingenioso Hidalgo Don Quijote de la Mancha, non è solo considerata un capolavoro della letteratura, ma il Padre del romanzo moderno. Inoltre possiamo definire Cervantes anche il padre del narratore inattendibile: ossia un narratore che narra di gesta così strane, folli, da risultare poco credibile; ma al tempo stesso così bravo da suscitare il dubbio nel lettore e portarlo avanti nella lettura, affascinato e incuriosito.

In sintesi dobbiamo tutto a Cervantes. Continua a leggere Il padre del romanzo moderno

Ma tu hai letto I miserabili?

A mio dire non si può parlare di libri senza menzionare obbligatoriamente I miserabili, capolavoro di Victor Hugo che ha visto la sua prima pubblicazione nel 1862: un romanzo che ha vissuto ben quindici anni di gestazione.

Spesso quando incappo in qualche scrittore che, seppur emergente o addirittura esordiente, mostra una grande presunzione, amo (appunto) chiedergli: «Ma tu hai letto I miserabili?»

Una battuta, certo, ma che fa emergere una triste e assurda realtà: molti novelli scrittori non leggono, o non hanno letto i classici della letteratura.

Ma non voglio soffermarmi su questo aspetto, non ora, almeno; questa parentesi era necessaria per dire quanto sia fondamentale la lettura de I miserabili, non solo perché è uno dei più grandi capolavori della letteratura, ma perché è una vera Bibbia da cui attingere per la gestione dei personaggi e l’intreccio della trama; o meglio, nel caso del suddetto libro, le trame. Continua a leggere Ma tu hai letto I miserabili?

Raccontare l’oggi: da Tolstoj, a Bulgakov, a Kafka fino ai call center.

Ci si chiede spesso come si possa narrare un tempo come il nostro: un tempo fatto di social, lavori meccanici, in cui i contatti umani sembrano sostituiti da uno smartphone. Potremmo dire che nella nostra epoca non ci sia nulla da raccontare, o almeno niente di emozionante come le vicende narrate nei classici.

Oggigiorno non abbiamo, almeno qui in Italia e forse in moltissime parti del mondo, grandi rivoluzioni sociali a far vibrare il cuore dei protagonisti di una storia, e viviamo in una società che, almeno apparentemente, non opprime la libertà di pensiero.

Per metterci in contatto con una persona non dobbiamo necessariamente scrivere una lettera, come facevano Varvara e Makar, né siamo costretti a percorrere immense distanze in carrozza o in treno come Anna Karenina. Continua a leggere Raccontare l’oggi: da Tolstoj, a Bulgakov, a Kafka fino ai call center.

L’importanza di conoscere i propri personaggi.

Di certo vi è capitato di leggere libri e averli trovati bidimensionali, piatti.

Oggi voglio concentrarmi su una componente fondamentale in una storia: i personaggi.

Per quanto una storia possa essere originale, purtroppo, ed è un dato di fatto, nel più dei casi tratterà comunque argomenti già detti, dunque sono tre le componenti che rendono una storia davvero unica: il modo in cui è scritta, la voce dell’autore, e i personaggi.

I personaggi devono vivere la storia, non subirla, e quando ciò accade anche una trama narrata mille volte diventa nuova, perché sono i suoi personaggi a viverla in modo unica.  

Quando una storia vi sembra piatta, nel più dei casi la colpa è dovuta a cattivi personaggi: personaggi fasulli, senza una vita reale alle spalle, spesso inseriti solo per far da spalla al protagonista. Continua a leggere L’importanza di conoscere i propri personaggi.

L’avventura di due sposi

Una delle cose più belle mai scritte, ovviamente una creazione di Italo Calvino.
Non ha bisogno di commenti.

L’operaio Arturo Massolari faceva il turno della notte, quello che finisce alle sei. Per rincasare aveva un lungo tragitto, che compiva in bicicletta nella bella stagione, in tram nei mesi piovosi e invernali. Arrivava a casa tra le sei e tre quarti e le sette, cioè alle volte un po’ prima alle volte un po’ dopo che suonasse la sveglia della moglie, Elide.
Spesso i due rumori: il suono della sveglia e il passo di lui che entrava si sovrapponevano nella mente di Elide, raggiungendola in fondo al sonno, il sonno compatto della mattina presto che lei cercava di spremere ancora per qualche secondo col viso affondato nel guanciale. Poi si tirava su dal letto di strappo e già infilava le braccia alla cieca nella vestaglia, coi capelli sugli occhi. Gli appariva così, in cucina, dove Arturo stava tirando fuori i recipienti vuoti dalla borsa che si portava con sé sul lavoro: il portavivande, il termos, e li posava sull’acquaio. Aveva già acceso il fornello e aveva messo su il caffè. Appena lui la guardava, a Elide veniva da passarsi una mano sui capelli, da spalancare a forza gli occhi, come se ogni volta si vergognasse un po’ di questa prima immagine che il marito aveva di lei entrando in casa, sempre così in disordine, con la faccia mezz’addormentata. Quando due hanno dormito insieme è un’altra cosa, ci si ritrova al mattino a riaffiorare entrambi dallo stesso sonno, si è pari. Continua a leggere L’avventura di due sposi

Lisario, una donna antica, una donna dei nostri tempi.

Oggi più che mai, soprattutto in ambito letterario, parlare di donne è pericoloso, si rischia di cadere nel più sterile populismo, o peggio ancora nella tentazione di dipingere la donna soltanto come vittima, alimentando un sessismo spacciato per femminismo in cui la donna resta comunque una razza, una specie, un oggetto: non un essere umano.

Quanto può essere complesso scrivere di una donna? Cosa dimora nel cuore di una persona che per millenni ha conosciuto ogni tipo di sottomissione e, ancora oggi, nell’era della grande libertà di pensiero, è associata soltanto a un’icona di bellezza fisica o a una fragile creatura da proteggere?

Un’icona, ecco cosa: un oggetto privo di identità, di pensieri, di desideri, contro cui vomitare il proprio credo. Continua a leggere Lisario, una donna antica, una donna dei nostri tempi.

Alice Munro e la spietata quotidianità.

Con questo articolo voglio fare un elogio particolare alla grandissima scrittrice Alice Munro, premio Nobel per la Letteratura nel 2013. La sua scrittura, per quanto raffinata, è di una semplicità tale da mostrare il dramma delle situazioni più ordinarie. Alice Munro può spaziare senza problemi dal punto di vista di un bambino fino a quello di una donna adulta, e sono proprio le donne l’argomento principale nei racconti di Alice Munro: generazioni diverse di donne che si intrecciano, mostrando al lettore i loro sogni, le loro scelte, i loro dolori.

Se c’è una scrittrice di fine 900 che ha dato davvero voce alle donne, questa è Alice Munro. Continua a leggere Alice Munro e la spietata quotidianità.