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Diamo il giusto nome alle cose: l’arte รจ qualcosa di sacro

Ogni giorno mi chiedo quale sia il senso della mia vita, non solo, mi domando che senso ci sia nella vita stessa. Siamo animali, solo questo, e come tali votati alla mera sopravvivenza? Siamo semplicemente cose di carne destinate a perire?

Questo cervello, questo cuore, queste mani, questi polmoni, questo stomaco, tutto questo me stesso che ora scrive e pensa e piange e vive sono davvero io, o รจ solo un contenitore, carne e ossa e nervi e vene che un giorno marciranno?

Stupidaggini, pensieri inutili. Eppure i libri rimasti nella storia contengono proprio queste sciocchezze. Non la forma, non la storia, non la lingua li hanno resi immortali, ma queste veritร  che sin dagli albori della vita definiscono il percorso dellโ€™essere umano: chi sono, da dove vengo, dove vado?

Senza queste riflessioni non esiste creativitร , nรฉ arte, nรฉ vita.

Ogni giorno penso a queste cose. Ogni giorno penso al senso della mia vita: se la mia sia davvero vita, o animalesca sopravvivenza. Ogni giorno penso a cosa resterร  di me, a quanto mi resta, a cosa ho fatto, a cosa faccio e dove sto andando. Ogni giorno penso alla vita, dunque inevitabilmente penso alla morte.

Oggigiorno รจ scandaloso pensare alla morte, รจ una cosa cupa, brutta, da nascondere. Non si muore piรน in casa, ma negli ospedali. I morti devono essere separati dai vivi, occultati, il fetore della decomposizione deve essere celato dal candore del marmo, da fiori profumati, da una fotografia sorridente: immagine artefatta di tutti i nostri tormenti.

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Deridere il mondo per mostrare la dolorosa veritร : ‘E ppatane so’ bbone cotte!

Raccontare unโ€™epoca in cui regna il disincanto e dove il perseguimento di un ideale รจ pura illusione di avere un ideale da rincorrere, non รจ facile, lโ€™ho detto piรน volte, si rischia di diventare melensi, di esagerare. Allora si cerca sempre di renderla affascinante questa nostra realtร  e nel farlo la si camuffa, la si contorce. Qui a Napoli, poi, siamo pieni di scribacchini che campano di luoghi comuni, di pizze, sfogliatelle, il vicinato gentile e โ€˜o Vesuvio โ€˜e โ€˜stu cazz!

O camorra o speranza che affiora anche nel piรน misero vicolo: criminalitร  oppure Peppeniello cu โ€˜a pizza a portafoglio nโ€™man e magari ci mettiamo pure โ€˜o barbone saggio caโ€™ dice: ยซComme venโ€™, accussรฌ cโ€™ha pigliammo, diceva โ€˜a nonnaยป.

Non รจ il volto di Napoli, non รจ il volto della nostra epoca appiattita, svuotata e ridotta a un freddo dedalo di cunicoli in cui tutti corrono e corrono inseguendo il bisogno di sentirsi speciali, quando invece non esistono lotte, rivoluzioni, passioni epiche e grandi imprese da raggiungere, che siano esse materiali o intellettuali. Esistono invece i soldi che sono indispensabili, lavori odiati da svolgere per portare โ€œil piatto a tavolaโ€, anni e anni di vita che scorrono per poi non lasciare alcuna traccia.

Dunque o si sfocia in tragedie colme di affabulazione, oppure si punta allโ€™individualismo: raccontare il singolo dramma famigliare di un individuo e ridurre la societร  a un ristretto numero di persone.

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Scrivere per vocazione o scrivere per egocentrismo?

Non capisco perchรฉ oggigiorno tutto ciรฒ che ruota attorno ai libri, intesi come libri di narrativa o di poesia e non certo quelli scolastici, purtroppo, risulta affascinante. Il controsenso รจ che, statisticamente, lโ€™Italia รจ una nazione con pochi lettori. Eppure tutti scalciano per scrivere un libro o per lavorare in ambito editoriale. Tutti hanno una storia da scrivere e vogliono scriverla, pubblicarla, farla leggere. Oggi รจ piรน facile trovare una persona che abbia scritto un romanzo, anzichรฉ una che abbia semplicemente letto, che so, I miserabili, tanto per menzionare uno dei classici basilari per chi intende fare narrativa.

Proprio questโ€™ondata di aspiranti scrittori ha dato il via a folate di addetti ai lavori in ambito editoriale: o meglio, spesso presunti addetti ai lavori.

Conosco centinaia di persone che frequentano corsi per diventare scrittori, correttori di bozze o editor, e poi non conoscono la differenza fra una scena e un sommario.

Cattivi maestri? Alcune volte sรฌ, ma non sempre, fortunatamente. Io credo che la chiave sia nel quesito iniziale: perchรฉ tante persone sono affascinate dai libri? Cosa vogliono davvero dai libri?

Vorrei poter rispondere nel modo piรน ovvio, ossia perchรฉ leggere รจ bellissimo, ma ciรฒ va in contrasto con i dati che mostrano una nazione in cui si legge sempre di meno.

Che dunque i libri siano diventati un prodotto di moda? Qualcosa da esibire tipo una bella borsetta, un cappellino? Continua a leggere Scrivere per vocazione o scrivere per egocentrismo?

Francesco Costa: farci amare un assassino e nel farlo tenerci sempre in tensione

Uno dei temi piรน trattati nella narrativa, nonchรฉ nel cinema e oggi nella serialitร , รจ la dualitร . รˆ affascinante pensare a una doppia personalitร . Ognuno di noi, che ne sia consapevole o meno, porta dentro di sรฉ una bestia, un lato oscuro: un aspetto della natura umana che affascina e al contempo spaventa.

รˆ perรฒ complesso creare un personaggio dalla doppia personalitร , si rischia di diventare banali, oppure di eccedere nel dramma e nella brutalitร , creando cosรฌ non piรน un personaggio duale, ma soltanto una personalitร  contrastata fino allโ€™inverosimile, oggetto di sbalzi dโ€™umore cosรฌ repentini da risultare artefatti, persino grotteschi.

In fondo oggi, come per ogni cosa, si tende a credere di sapere tutto e di essere in grado di fare tutto, e senza fatica alcuna. Si mischia ogni cosa in un calderone di conoscenza spicciola, si sminuisce il valore di qualsiasi dottrina, usurpando persino i nomi, utilizzandoli a proprio piacimento e deformandone il senso.

Borderline! Oggi va tanto di moda questo termine, lo si usa senza nemmeno conoscerne il senso; forse perchรฉ fa figo, forse proprio a causa di pessimi film e scadenti serie tv che fanno passare ogni eccesso come un disturbo della personalitร . Si arrivare persino ad attribuire al disturbo borderline di personalitร  quelli che sono i tratti del disturbo dissociativo dell’identitร .

Questo per dire quanto sia difficile creare un personaggio davvero disturbato, oggi piรน che mai. Si cade in mille stereotipi. Si creano solo macchiette, personaggi gonfiati fino allโ€™inverosimile. Continua a leggere Francesco Costa: farci amare un assassino e nel farlo tenerci sempre in tensione

Parole che danzano dipingendo nuovi mondi

Esistono libri che si rimpiange di aver letto, ma non in senso negativo, quanto perchรฉ durante la lettura ci si accorge che dopo non si potrร  trovare di meglio in un altro testo. Sono libri rari, tesori inestimabili che racchiudono il senso intimo della letteratura.

Forse non a casa gli autori di questi preziosi capolavori hanno scritto ben poco, perchรฉ probabilmente a loro volta non avrebbero potuto fare di meglio: superare quel meraviglioso grido che hanno inciso sulla carta e nei secoli.

Purtroppo nel caso di Bruno Schulz la sua opera letteraria fu stroncata da una pallottola sparata da un ufficiale della Gestapo il 19 novembre 1942.

Sono sicuro che molti non conoscono neppure il nome di questo magnifico scrittore, ritenuto oggi uno dei piรน grandi (se non il piรน grande) esponente della letteratura polacca.

Nato da una famiglia ebrea della Galizia orientale nel 1982, a Drohobyฤ, รจ stato uno scrittore, pittore e critico letterario, ma โ€œgrazieโ€ allโ€™olocausto compiuto dalla Germania la maggior parte dei suoi scritti sono andati perduti, fra cui il suo unico romanzo, allโ€™epoca incompiuto, denominato Il Messia. Continua a leggere Parole che danzano dipingendo nuovi mondi

L’involuzione e l’omologazione dell’arte

Quando Umberto Eco dichiarรฒ che, in sintesi, i social media hanno dato diritto di parola a legioni di deficienti, non mostrรฒ altro che la punta dellโ€™iceberg di una problema molto piรน profondo, ormai radicato nel tessuto sociale del nostro tempo e nella mentalitร  umana. Mai come oggi potremmo trovare calzanti analogie fra il nostro tempo e il saggio dello psicologo e filosofo Erich Fromm: Essere o avere; anche se forse, a dirla tutta, il titolo piรน idoneo alla nostra realtร  sarebbe Essere o apparire.

I social e la gestione coatta del web hanno dato modo non solo a tanti, a tutti, di mettere bocca su qualsiasi cosa, ma di avere un palco dove esibire e celebrare se stessi e una propria presunta arte. Questo termine, arte, oggi ha perso valore e significato. La parola arte, nel suo concetto piรน vasto, definisce ogni tipo di forma creativa ed estetica che, avvalendosi di abilitร  innate e acquisite, sviluppate grazie ad accorgimenti stilistici e tecnici derivanti dallo studio e dall’esperienza, riesce a suscitare emozioni e messaggi tramite un linguaggio che potremmo definire universale, in quanto frutto di un indubbio codice maturato nei secoli. Dunque lโ€™arte non รจ solo lโ€™effetto di un fattore puramente emotivo, ma un vero linguaggio che si acquisisce studiando. Ogni innovazione artistica, come ci insegnano in particolare molti maestri della letteratura e della pittura, trova origine nelle basi classiche dellโ€™arte in questione. Continua a leggere L’involuzione e l’omologazione dell’arte

Insegnare a scrivere per insegnare a leggere

I libri buoni, quelli belli, insegnano sempre qualcosa al lettore. Non parlo di un insegnamento morale, quanto umano: un buon libro fa scoprire al lettore qualcosa che riguarda se stesso e il mondo che lo circonda; ma prima ancora, un buon libro inculca nel lettore lโ€™amore per la lettura.

รˆ assurdo pensare che oggi leggere risulti una passione da intellettuali, visto che si impara a leggere sin da bambini, eppure guardandomi attorno vedo sempre persone considerare noi lettori come una sorta di รฉlite, spesso siamo additati come snob, sapientini, persino radical chic. Leggere un semplice testo di narrativa, dei racconti, un romanzo, oggi per molti รจ al pari di studiare decine di tomi di filosofia, al punto che di frequente mi sembra di essere visto come uno dei ricchi e saccenti intellettuali che nellโ€™ottocento discorrevano nei salotti della Parigi aristocratica. ย 

E pensare che la lettura di un testo di narrativa dovrebbe essere la semplice base per giungere anche a una minima istruzione.

Credo che sia il metro di giudizio dellโ€™odierna societร  a essere falsato, lโ€™asticella del sapere รจ stata abbassata di parecchio, la meritocrazia si รจ tramutata in una distorta libertร  che รจ solo libertinaggio. Oggi chiunque esponga il proprio pensiero in un programma televisivo รจ reputato al pari di un critico dโ€™arte. Qualsiasi scrittore di narrativa puรฒ erigersi a letterato, definirsi un intellettuale; cosรฌ come un comico puรฒ occupare una carica presso le Nazioni Unite. Continua a leggere Insegnare a scrivere per insegnare a leggere

Simenon: raccontare la purezza senza cadere nella banalitร 

Da sempre il male risulta affascinante. Puรฒ sembrare un clichรฉ, ma se guardassimo con onestร  i libri che abbiamo letto di certo scopriremmo di aver sempre, inconsciamente, trovato estremamente attraente quello che solitamente รจ lโ€™antagonista: il cattivo. La letteratura รจ piena di personaggi cattivi ammalianti, basti pensare al perfido Frollo nel romanzo di Victor Hugo, Notre-Dame de Paris, o ancora Nikolaj Vsevolodoviฤ Stavrogin ne I demoni di Fรซdor Dostoevskij, o lโ€™indimenticabile Iago che soverchia in tutto la presenza di Otello nellโ€™omonimo capolavoro di William Shakespeare. Ci sono casi in cui il cosiddetto cattivo, ossia lโ€™antagonista, riveste addirittura i panni del giusto, come lโ€™incorruttibile ispettore Javert nel piรน grande capolavoro di Victor Hugo, I miserabili, o ancora situazioni in cui ci troviamo di fronte a cattivi eternamente contrastati come la bellissima Estella in Grandi Speranze di Charles Dickens; infine, come dimenticare i cattivi che sono i protagonisti delle storie, tanto per ricordarne uno lโ€™incomprensibile e folle Capitano Achab in Moby Dick, del maestro Herman Melville: tutti personaggi resi affascinanti da un forte contrasto interiore che smuove le loro azioni, come nel palese caso del Capitano Achab, oppure di un vissuto difficile che li ha segnati, come รจ appunto per la gelida Estella.

La storia ci insegna che i piรน grandi cattivi di sempre hanno avuto una vita โ€“ per quanto difficile e crudele โ€“ spesso piรน avvincente a livello narrativo di quella di un buono, o comunque di un mite; basti guardare le biografie dei piรน celebri serial killer per capirlo. รˆ dunque naturale affezionarsi a personaggi negativi, tanto piรน quando sono controversi, pieni di contraddizioni. Il cinema ha fatto tesoro di questa realtร . Dopo di esso, la serialitร  ne ha abusato cosรฌ tanto da creare personaggi cattivi sulla scia degli antieroi dei fumetti, come i camorristi dallโ€™aria affascinante e dal passato tormentato. Tutto ciรฒ tralasciando gli infiniti romance in cui troviamo puntualmente il bello e dannato dal torbido passato.

Dunque, che si parli di alta letteratura, che si parli di narrativa di intrattenimento, di cinema o di serialitร , il cattivo, che sia antagonista o protagonista, risulta quasi sempre essere piรน affascinante del buono, del cosiddetto eroe. Continua a leggere Simenon: raccontare la purezza senza cadere nella banalitร 

Come Achab, uno scrittore deve inseguire la propria personale balena bianca; deve raggiungere il prorio Dรกimลn.

Credo che da tutti gli articoli qui presenti sia ormai chiaro che, almeno a mio dire, uno scrittore non puรฒ scrivere roba decente, forte, di carne e sangue se non partendo da qualcosa di intimo. Certo, come abbiamo giร  detto, un vero scrittore riesce a trasfigurare le proprie esperienze, a fissarle ed esorcizzarle donandole alla propria storia, persino quando essa รจ dichiaratamente autobiografica; questa capacitร  rende una storia pubblica, ossia non piรน unโ€™esperienza privata, ma intima anche per altri, unโ€™esperienza dello scrittore che diventa specchio per quelle del lettore.

Ovviamente ci sarebbe tanto da discutere sulla capacitร  dei lettori di farsi davvero toccare da qualcosa di talmente intimo da risultare spesso doloroso, cosa che porta molti scrittori a scrivere piccole cose, farse piene di luoghi comuni atte a soddisfare proprio persone desiderose di entrare in empatia con cose che, a conti fatti, altro non sono che lo specchio delle proprie illusioni e di unโ€™immagine distorta e infantile del sรฉ. Tralasciando perรฒ questo tipo di narrativa che non mi interessa e questi lettori che spero possano maturare, tornando al precedente discorso credo che sia lโ€™ossessione verso qualcosa a condurre uno scrittore a creare pagine vive, grondanti sangue; unโ€™ossessione spesso verso qualcosa di intangibile a cui neppure si riesce a dare un nome concreto ma che cโ€™รจ, perennemente presente nello scrittore.

Rosa Montero lo definiva il Dรกimลn. Continua a leggere Come Achab, uno scrittore deve inseguire la propria personale balena bianca; deve raggiungere il prorio Dรกimลn.

Parole che si tramutano in un dipinto e diventano visive, tangibili.

Ho riflettuto a lungo prima di recensire questo libro, sia perchรฉ non รจ stato facile leggerlo, sia perchรฉ sapevo che per farlo avrei dovuto scrivere un articolo molto lungo: due motivi connessi, in quanto a rallentare la lettura รจ stata la formidabile capacitร  dellโ€™autore a rendere vivida ed evocativa ogni pagina di questa drammatica e brutale storia, dunque, proprio in virtรน di ciรฒ, parlarne senza mostrare pagine e pagine di questo capolavoro non renderebbe piena giustizia al romanzo.

Il libro di cui sto per parlarvi รจ Regno animale, scritto dallo scrittore francese classe 81 Jean Baptiste Del Amo nel 2016 ed edito in Italia nel 2017 da Neri Pozza.

In un precedente articolo ho giร  recensito un altro capolavoro di Del Amo: Il sale, edito da NEO edizioni nel 2013. Dunque non voglio soffermarmi a lungo su chi sia Del Amo, potrete leggere piรน su di lui nellโ€™altro articolo, mi limito a dire che a ragion veduta in Francia, a seguito del suo romanzo Une รฉducation libertine, fu definito come un novello Flaubert.

Infatti, nella scrittura di Del Amo ogni parola ha la propria importanza; ogni parola si sussegue in un puzzle che rende scenari, personaggi e sentimenti del tutto vivi. Ecco perchรฉ non รจ stato facile finire questo romanzo: piรน volte mi รจ mancato il respiro. Continua a leggere Parole che si tramutano in un dipinto e diventano visive, tangibili.